Relazione Psicologica

INCONTRO DI GRUPPO IN SEDUTA PLENARIA CON I VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE : PROGETTO “GIOVANI A CANICATTI’ 2009/2010”

RELAZIONE PSICOLOGICA

L’incontro effettuato il giorno 07 Maggio 2010, con i giovani che svolgono il Servizio Civile Nazionale presso il C.T.S. (Centro di Terapia e Studi) nell’ambito del progetto “Giovani a Canicattì 2009/2010”, che segue agli incontri effettuati nei mesi precedenti, ha avuto come obiettivo il riesame circa le motivazioni, aspettative e bisogni che hanno determinato la scelta di fare volontariato, e come tali aspetti sono mutati durante il percorso fino ad oggi eseguito.
La conduzione dell’incontro ha mirato all’espressione diretta e personale, al confronto ed alla condivisione delle esperienze in gruppo, al fine di aumentare il livello di consapevolezza del volontario, in merito alle proprie motivazione, bisogni e difficoltà.
La riflessione ha avuto, dunque, come punto di partenza le motivazioni che hanno determinato la scelta di svolgere il Servizio Civile. Le risposte hanno rilevato una sostanziale concentrazione di motivazioni legate alla sfera razionale e dell’esperienza. Infatti appaiono rilevanti le motivazioni collegate alla ricerca di nuove esperienze di crescita personale e/o di primo accostamento al mondo del lavoro. Il passaggio all’analisi delle motivazioni che, dopo alcuni mesi, spingono i giovani a continuare l’attività di volontariato mostrano una declinazione e dinamica motivazionale che si inquadra in maniera più precisa e consapevole in tre aree motivazionali:
1) l’altruismo orientato verso gli altri, per cui il volontario opera principalmente per aiutare gli altri;
2) la ragione autocentrata orientata verso se stessi per cui il volontario opera per il proprio progresso personale;
3) l’autorealizzazione, come processo individuativo, con un guadagno progressivo di autonomia, di responsabilità e riuscita sociale.

L’incontro ha, poi, mirato ad indagare le eventuali problematiche e difficoltà incontrate in questi primi sei mesi di attività, e le discrepanze tra le aspettative dei giovani e la realtà esperita. Si è somministrato un questionario sulla soddisfazione del giovane nei vari ambiti di esperienza, personale, lavorativa e sociale, le cui risposte sono state successivamente discusse in gruppo.

In riferimento alla domanda “crescita e formazione” i volontari hanno espresso soddisfazione per la crescita personale, per la conoscenza di una nuova realtà e la formazione ricevuta.

Rispetto ai “Carichi di lavoro” vi è accordo nel ritenere l’esperienza un impegno serio e, per alcuni anche faticoso, per altri la fatica mitigata dalle emozioni e soddisfazioni che l’esperienza offre.
Le risposte alla domanda “Varietà e creatività”, mostrano soddisfazione per la varietà di ambiti di impegno e per la ricchezza di esperienze e di creatività richiesta. La discussione di gruppo porta alla luce come alcuni hanno esperienze poco gratificanti, ripetitive e che non permettono l’espressione delle proprie risorse creative. L’analisi delle problematiche esposte evidenzia come, in particolare, nell’attività svolta presso le Scuole Secondarie (di I° e II°), il volontario riscontra maggiori difficoltà, in particolare quando viene impegnato in attività per le quali non dispone degli strumenti di gestione idonei oppure per la ripetitività degli interventi proposti.
Soddisfazione viene espressa da tutti riguardo la relazione instaurata con il gruppo di volontari del Servizio Civile e con i lavoratori e superiori della struttura ospitante.
Il riconoscimento del proprio lavoro, che i volontari riscontrano soprattutto dalle famiglie, dagli utenti ed inoltre dalla scuola e dalla struttura ospitante, ha come effetto l’incremento della spinta motivazionale ad agire per un fine comune.
La motivazione individuale e la partecipazione ad un impegno condiviso diventano la basa per esprimere in pieno l’azione orientata ad aiutare gli altri. È ciò che emerge alla domanda “Con la tua attività, senti di agire nell’interesse di....” alla quale la risposta prioritaria è stata “....del bambino”.
I volontari, infine, dichiarano di ricevere dall’esperienza di volontariato emozioni come gioia e soddisfazione, la sensazione di aver fatto qualcosa di giusto, di aver aiutato l’altro, di conoscere ed apprendere cose nuove, una maggiore conoscenza di sé ed una crescita personale, tutte sensazioni spesso accompagnate da stanchezza e stress, che tuttavia non inficiano le motivazioni a procedere nell’esperienza iniziata.

 

Canicattì, li 10 Maggio 2010

La Psicologa
Grazia Pansica


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