Abstract

 

La Modificabilità cognitiva è un concetto centrale all’interno della teoria cognitivista. Per comprenderlo è essenziale fare una distinzione fra <modificabilità> e <cambiamento>. La modificabilità si riferisce, essenzialmente, all’evoluzione che si verifica nell’individuo stesso e riguarda le caratteristiche della personalità, la capacità di pensiero, il livello generale di competenza. I cambiamenti sono di solito molto più limitati nel campo di azione, più specifici e circoscritti, e molto spesso hanno un carattere temporaneo e debole resistenza all’impatto con l’influenza ambientale. 

La teoria della MODIFICABILITA COGNITIVA produce un cambiamento sostanziale nella valutazione del potenziale di sviluppo rispetto alla misurazione dello stesso attraverso i classici test.

La Modificabilità Cognitiva Strutturale (MCS) mette in discussione gli stessi fattori definiti classicamente “fattori a rischio”, cioè: l’età del paziente, l’origine o la natura della disabilità, il grado della disabilità.

 

In questa cornice si inserisce il programma operativo elaborato da Feuerstein.

 

Un altro concetto di riferimento nella teoria è quello di “Funzione Cognitiva”, cioè l’insieme delle capacità basilari dell’individuo che sono: la memoria, l’attenzione, la percezione, le strategie e l’uso del linguaggio. Attraverso una precisa analisi del funzionamento cognitivo effettuata con il L.P.A.D., un test dinamico che permette la valutazione del potenziale cognitivo latente nell’individuo, è possibile individuare quali strategie d’intervento rieducativo e/o riabilitativo possiamo programmare per la modificabilità cognitiva.

 

L’altra componente della teoria della MCS è la MEDIAZIONE, un concetto altamente ancorato alla Modificabilità Attiva, poiché promuove la continua mobilitazione di risorse ambientali per migliorare non solo il potenziale dell’individuo ma anche la sua capacità di modificarsi.