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Il C.T.S. eroga le prestazioni presso la propria struttura ambulatoriale, realizzata in un antico convento dell'Ordine dei Frati Minori, situata nella parte alta della città di Canicattì, nella via Bertani, grande 2700 mq circa, ed effettua terapie riabilitative di tipo psicomotorio, fisiokinesiterapico, logopedico. Ha, inoltre, attivato un' intensa attività di volontariato per soddisfare, fin dove possibile, le richieste terapeutico-riabilitative provenienti dall' utenza e per snellire il più possibile le liste di attesa che, ad oggi, rappresentano un vero e proprio ostacolo all' offerta tempestiva dei servizi e che non sembra invece preoccupare le Istituzioni preposte. Infatti, in forza della particolare attenzione prestata alle esigenze dell'utenza il C.T.S. ha impegnato nell' attività riabilitativa ulteriore personale (psicomotricista, logopedista) rispetto a quello necessario per raggiungere il limite prestazionale previsto in convenzione (38 prestazioni giornaliere) per poter estendere il servizio, sempre gratuitamente e con gli obblighi inerenti al personale a proprio esclusivo carico, a parecchi altri assistiti. La struttura promuove, inoltre, un servizio di rete con le istituzioni e le realtà presenti nel territorio che ruotano attorno all' utente quali le scuole, le parrocchie, le associazioni di volontariato, etc..., ponendosi come obiettivo fondamentale il benessere complessivo dell' utente. A conferma di quanta attenzione la nostra struttura ponga alla corretta applicazione dei servizi che offre, il C.T.S. ha ottenuto, dal mese di settembre 2005, per l' area di pertinenza, la dall'Ente D. N. V., società accreditata KIWA certificazione di qualità ISO 9001-VISION 2008.

Tale certificazione è garanzia di qualità ed efficienza ed è finalizzata ad elevare il grado di soddisfazione dell' utenza. Parallelamente all' attività riabilitativa in senso stretto, la struttura, sempre con maggiore impegno e dedizione e non senza ostacoli, ha portato avanti varie iniziative in cui i veri protagonisti sono stati non solo i ragazzi che frequentano la struttura ma anche altri provenienti dall'hinterland che non usufruiscono di alcun trattamento riabilitativo, ma che la Struttura è stata ben lieta di coinvolgere, rappresentando la partecipazione a tali eventi ed iniziative uno dei pochi momenti presenti sul territorio che da la possibilità ai diversamente abili di estrinsecare la voglia di vivere e costituendo per le relative famiglie un momento di "liberatoria" condivisione delle rispettive realtà vissute. Basti pensare alla partecipazione alle "Palestriadi Life", manifestazione sportiva a carattere provinciale; si pensi soprattutto all' attivazione di progetti ludico-ricreativi, manifestazioni natalizie confluite nelle recite di Natale rivolti a soggetti, anche in atto non sottoposti a trattamento riabilitativo, affetti da forme e livelli diversi di disabilità, in cui i ragazzi hanno recitato e cantato in coro, progetti,questi, sostenuti finanziariamente esclusivamente da questo C.T.S. promuovendo e dando vita ad iniziative ed attività-gioco, ad attività grafiche e pittoriche e di gruppo, finalizzate al perseguimento dell' integrazione e della socializzazione. Ebbene, anche tutto questo costituisce riabilitazione nel senso più nobile del termine, in quanto veder giocare, recitare, cantare insieme ragazzi che fino a qualche anno addietro facevano fatica quasi a salutare e che, invece, oggi, condividono emozioni rappresenta un risultato eccezionale che agevola e completa il risultato strettamente terapeutico. Inoltre, dal marzo 2006, è stato attivato un servizio di sostegno psicologico alle famiglie nel cui nucleo viva un "diversamente abile" ed al contempo un servizio di assistenza domiciliare alle stesse famiglie al fine di consentire la partecipazione ai corsi di sostegno. Sempre nel 2006 i ragazzi sono stati i protagonisti del Raduno d' Auto d' Epoca, I° Memorial "Antonio Ferlisi" facendo parte degli equipaggi delle circa 100 vetture provenienti da tutta la regione che hanno aderito alla manifestazione organizzata dal C.T.S. in ricordo del figlio del nostro Presidente, che per anni ha frequentato la struttura, scomparso, purtroppo, prematuramente nel novembre 2004. Insomma, si tratta di una serie di iniziative che dimostrano, quantomeno, lo sforzo e l'impegno non solo di carattere organizzativo ma anche economico profuso in questi anni dalla nostra struttura nel porgere una forte attenzione ai bisogni, alle aspettative ed alle istanze dei soggetti più indifesi e delle loro famiglie.

Ora, forti dell'esperienza maturata in questi anni in relazione alle esigenze sopra menzionate, si è pensato di unificare le varie attività proposte nel corso degli anni in un unico progetto che contiene in sé tutti gli elementi che hanno contraddistinto le rispettive finalità con la speranza che gli eccellenti risultati cui i distinti progetti sono pervenuti confluiscano in un unico puzzle in cui ogni pezzo combaci con l'altro sino a comporre,infine, un' unica armoniosa immagine. Ad ulteriore conferma di quanto sopra affermato, tutti i partecipanti alle eterogenee iniziative, nonché le relative famiglie, hanno espressamente manifestato la necessità ed il bisogno che il C.T.S. rimodulasse ed armonizzasse le diverse attività portate avanti in passato dalla struttura al fine di portare ai massimi livelli il grado di soddisfazione percepito direttamente dai partecipanti ed indirettamente dai nuclei familiari. Il progetto "Aurora" nasce, pertanto, oltre che dall'esigenza di dare risposte ad una esplicita "domanda" di servizi, anche da una precisa osservazione della realtà in cui viviamo riguardante il modo di gestire il tempo libero da parte dei soggetti disabili. Da ricerche condotte sul territorio è risultata predominante l'assenza di positive occasioni di utilizzazione del tempo libero, di nuove proposte che sviluppano capacità creative e di lavoro, il tutto aggravato dalla mancanza di interessi positivi per la realizzazione di un nuovo ambiente di vita. Infatti, partendo da una approfondita analisi delle condizioni e dei bisogni dei soggetti portatori di handicap del territorio agrigentino, si è rilevato che uno dei motivi della compromessa loro partecipazione alla vita civile e lavorativa è dovuta alla mancanza di "luoghi fisici" in cui i suddetti possano sperimentare varie situazioni relazionali, personali, sociali ed anche lavorative.